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Storia di Poggiardo

Poggiardo - Via A. Moro, 1
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Descrizione

Narra la leggenda che Poggiardo abbia avuto origine dopo la distruzione dei casali Puzze, Soranello e Casicalvi, ubicati in prossimità di Vaste, quando gli abitanti superstiti per individuare l'insediamento del nuovo abitato assegnarono la scelta a un bue lasciato al pascolo. Il centro storico di Poggiardo ha mantenuta intatta l'originaria struttura, la cui origine più antica è rupestre e da farsi risalire all'insediamento medievale sorto attorno alla cripta di S. Maria degli Angeli. La cinta muraria risale al XV sec., quando la superficie circoscritta misurava 1,7 ettari, uno spazio sufficiente per l'esigua popolazione dell'epoca, il cui accrescersi, già dalla fine di quel secolo, ne determinò però lo scavalcamento dando vita alla struttura del "borgo". Il 1537 vide compiersi, per mano turca, la distruzione della vicina Castro, e il trasferimento in Poggiardo, all'epoca feudo dei duchi Guarini, della sede vescovile; fu questo un fatto che accrebbe notevolmente l'importanza della cittadina, al punto di farne sede privilegiata per molta parte della locale nobiltà e di alte cariche religiose. Ne deriverà una fioritura di ville, monumenti e palazzi gentilizi riccamente decorati, i quali oggi ancora ne adornano le vie. Tra essi, per vetustà e imponenza architettonica, subito s'impone il castello o, più appropriatamente, il palazzo ducale Guarini. La parte più antica dell'edificio, ossia la torre rivolta al mare, fu edificata nel 1300 sotto dominazione angioina, e la nobile famiglia Guarini ne prese possesso nel 1466 ampliandone significativamente la struttura, la quale perse l'austera forma di castello feudale per ingentilirsi nella nuova funzione non più solo difensiva, nel '600 l'ampio fossato venne recintato e trasformato in agrumeto. Ricco è il patrimonio dell'architettura religiosa; la chiesa di S. Francesco, lungo il corso Vittorio Emanuele, eretta alla fine del '500 assieme all'attiguo convento, di stile neoclassico, ha una sola navata rettangolare con tre altari su ambo i lati più quello maggiore; molte delle statue che ne arricchiscono gli interni sono realizzate in cartapesta. La cappella della Madonna della Grotta, ubicata nell'area cimiteriale, è certamente l'edificio sacro più antico di Poggiardo, tra quelli ancora esistenti; se ne trova notizia già a metà dei '500, ma la sua struttura la rende collegabile alla civiltà rupestre. L'edificio religioso di maggior rilievo è senza dubbio la chiesa parrocchiale della Trasfigurazione del Signore, ubicata presso il Largo Chiesa, ha un'origine architettonica assai antica databile al 1300. Nel ‘700 subì una pressoché totale ricostruzione: lo stile barocco si sposa qui con soluzioni architettoniche di assoluta originalità di cui colpisce in particolare lo slancio verticale, conchiuso da piani rettilinei, i quali, pur nell'euforia dei barocco, le conferiscono un aspetto di austero rigore. Non meno significativo l'interno, con pianta a croce latina, il cui perimetro è scandito da tre cappelle per ciascun lato, sino alla monumentalità degli altari di S. Oronzo e S. Luigi Gonzaga. Tra le numerose tele, emerge la Madonna dei Rosario, attribuita a Corrado Giaquinto. Ancora numerose le statue, sia lapidee che lignee policrome, e ancora, nel pieno rispetto degli stilemi barocchi, i fregi e gli intarsi delle colonne tortili. Ancora ubicata presso il largo Chiesa è la secentesca chiesa della SS. Vergine Immacolata. Il portale, di stile rinascimentale, introduce in un'unica navata rettangolare priva di transetto con un 'imponente altare maggiore in pietra leccese del secolo scorso arricchito dalla statua settecentesca, in legno policromo di raffinata fattura, raffigurante la Madonna Immacolata. Nel centro storico di Poggiardo, a far da contrappunto all'architettura religiosa, vi è poi un'architettura civile, sia nobile che popolare, di assoluto rilievo. Su tutti spicca, per la pregevolezza delle forme e l'importanza del casato, Palazzo Episcopo, residenza di una delle più prestigiose f

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